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Endodonzia

Perché devitalizzare un dente?

Il dente deve essere devitalizzato principalmente nel caso in cui venga ad instaurarsi una pulpite, ovvero un processo infiammatorio a carico della polpa dentaria che è l’anima nervosa e vascolare del dente. Devitalizzare un dente vuol dire, in poche parole, andare a disinfettarlo in modo completo, all’esterno ed all’interno, togliendo i processi infiammatori e infettivi causa di pulpite. Il grande vantaggio della devitalizzazione è che non è un processo demolitivo, ma l’esatto contrario: è forse l’approccio più conservativo di tutti, in quanto permette di salvare il dente naturale.

Perché salvare il dente naturale

Evitare di estrarre un dente comporta un certo numero di vantaggi: il primo fra tutti è quello di tenersi i proprio denti naturali. Il secondo è quello di rallentare o addirittura evitare il riassorbimento dell’osso alveolare (l’osso intorno al dente): infatti, senza i denti naturali, le ossa tendono naturalmente a riassorbirsi, diventando più basse e più strette. Ciò può creare grandi problemi sia ai denti naturali rimasti sia nel caso in cui si volesse andare a posizionare un impianto.

Perché ci vuole così tanto tempo (anche 40 minuti)?

La devitalizzazione si basa sulla sterilizzazione della camera pulpare del dente. Per sterilizzare è necessario utilizzare di liquidi disinfettanti specifici che devono entrare in contatto solo ed unicamente con le pareti interne del dente e non dovrebbero toccare gli altri tessuti della bocca: per tale motivo è di solito necessario posizionare una diga dentale, ovvero un telo di plastica che permette di isolare la bocca. Tali liquidi, una volta versati nel dente, devono avere il tempo di fare effetto e portare ad una completa eradicazione del processo infettivo e infiammatorio.

Dopo la devitalizzazione: otturazione

Dopo la sterilizzazione si procede all’otturazione del dente: lo si chiude con una gomma medicale chiamata guttaperca. La guttaperca è radiopaca, ovvero, in radiografia appare come una riga bianca opaca. Questa sua caratteristica ci permette di capire con precisione fin dove il dente è stato chiuso e fornisce importanti informazioni sulla completezza dell’intervento.

Ricostruzione del dente

Una volta “messo il tappo al dente”, dobbiamo fare i conti con quanto dente è rimasto e avviare il processo di ricostruzione. Infatti, la devitalizzazione è spesso causata da una carie che raggiunge l’interno del dente e permette l’afflusso di batteri ed altri microbi. La carie può comportare dei gravi danni all’esterno del dente. Per tale motivo, una volta tolti i batteri, l’odontoiatra deve andare a ricostruire i pezzi del dente mancante. A seconda della gravità della distruzione dell’elemento si può procedere con un’otturazione, una ricostruzione tramite intarsi oppure con il posizionamento di un perno moncone da usare per innestare una corona protesica.

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